il manifesto 27 Novembre 2005 |
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L'atmosfera di una carota ghiacciata
Su «Science» i dati su un cilindro di ghiaccio dell'Antartide che racchiude il clima negli ultimi 650mila anni
JACOPO PASOTTI
Erano 650mila anni che non vedeva la luce del sole. Quando l'ha rivista è stato sigillato, chiuso in un container sotto zero e trasportato in Svizzera. Qui è stato sezionato in fette millimetriche per studiare le microscopiche bollicine d'aria che tratteneva, congelate dalla notte dei tempi. Un nuovo studio sul ghiaccio estratto in Antartide ha svelato la storia dell'atmosfera terrestre di oltre 650mila anni, fornendo una nuova prova della atmosfera «anomala» in cui oggi il mondo vive. Dati alla mano, ricercatori svizzeri, tedeschi e francesi confermano l'ipotesi che clima e gas-serra sono collegati, e che anidride carbonica e metano sono oggi ad un livello mai raggiunto in 650mila anni. Tutto iniziò alla stazione russo-americana di Vostok, dove un decennio fa un team di ricercatori perforò il ghiaccio antartico fino alla profondità record di 3600 metri. Dalla colonna congelata che ricavarono, alcune bolle di gas raccontarono 400mila anni di storia dell'atmosfera e del clima terrestre. Nelle calotte polari, infatti, l'accumulo di strati di neve e la loro trasformazione in ghiaccio attraverso i millenni è come un immenso archivio di dati sull'atmosfera del pianeta. L'analisi dei gas contenuti nelle bolle d'aria intrappolate nel ghiaccio consente ai climatologi di ricostruire le variazioni di gas-serra come l'anidride carbonica ed il metano. Nei dati ricavati da Vostok i ricercatori osservarono che, negli ultimi 400mila anni, l'anidride carbonica ed il metano andavano a braccetto con il clima. E che oggi i valori erano al di sopra dei millenni precedenti.
Ora, le novità giungono da una «carota» di ghiaccio estratta dai ricercatori del consorzio Epica (European Project for Ice Coring in Antarctica), di cui fa parte anche l'Italia, le cui analisi sul contenuto di anidride carbonica e metano sono pubblicati nell'ultimo numero della rivista Science. A Dome Concordia, nel cuore della calotta antartica ed a temperature spesso a -50 gradi, i ricercatori hanno perforato più di tre chilometri di coltre ghiacciata, raggiungendo 3270 metri di profondità. Hanno così estratto un lungo cilindro di ghiaccio di 10 centimetri di diametro che copre un periodo molto più lungo di Vostok, e di epoche glaciali ne mostra almeno sette. «Prima della rivoluzione industriale, la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera non è stata sopra a 290 parti per milione - spiega Thomas Stocker, climatologo della Università di Berna, in Svizzera - ora siamo a 375 parti per milione, un aumento quasi del 30%, avvenuto in un solo secolo». Mentre il suo compagno, il metano, «è aumentato addirittura del 130%».
I risultati delle analisi della carota di ghiaccio estratta a Dome C non potevano giungere con tempismo migliore. Infatti, la nuova ricerca darà spunti di discussione alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che inizierà a fine novembre a Montreal. Sarà un evento storico, dicono gli organizzatori, perchè avvierà i processi previsti dal protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di gas-serra.
Ma, come accade spesso con le nuove scoperte scientifiche, il ghiaccio estratto a Dome Concordia ha generato più domande che risposte. Infatti, la variazione del clima e dei gas atmosferici ricavata a Vostok oscillava con ampie curve tra picchi di caldo chiamati «interglaciali» e fasi fredde in cui la terra languiva per decine di migliaia di anni avvolta dal gelo. Ma, secondo il nuovo studio, prima di 400mila anni fa la faccenda era diversa. Il clima era essenzialmente più mite: i periodi glaciali erano meno severi e gli interglaciali meno pronunciati.
La causa di ciò è un enigma da risolvere, e quale possa essere stata la ripercussione sulla biosfera, ovvero sulla vita, è un tema che sarà certamente affrontato in futuro dai biologi.
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