La fusione fredda delle calotte Su «Science» uno studio sui ghiacciai. Il
cambiamento del clima sta accelerando il loro scioglimento e un
innalzamento del livello marino JACOPO PASOTTI Il collasso dei ghiacciai polari non è più una
teoria, ma un fatto. E c'è dell'altro, infatti studi recenti dimostrano
che le previsioni fatte fino ad ora erano ottimistiche. Le calotte
polari si assottigliano ad un ritmo più elevato ed il livello marino
aumenterà di più di quanto pensavamo. «Sulle coste vivono milioni di
persone che ora sono a rischio a causa dell'aumento del livello
marino», esordiscono gli autori di un rapporto appena pubblicato su
Science. «Il nostro lavoro presume che i gas-serra in futuro crescano
allo stesso ritmo attuale - spiega Jonathan Overpeck, della Università
dell'Arizona e coautore di uno dei lavori appena pubblicati - una
diminuzione dei gas-serra provocherà un rallentamento della fusione
delle calotte, mentre un loro aumento porterà ad una accelerazione».
Negli ultimi 100 anni il livello marino è aumentato globalmente di 1-2
millimetri all'anno. «Le previsioni valutavano la risalita nel 2100 tra
20 e 80 centimetri, ma si pensava ad un modesto contributo dalle
calotte polari», sostiene Massimo Frezzotta, glaciologo dell'Enea, che
aggiunge: «Questo dato è stato smentito nell'ultimi anni». Anche se la
principale causa di ciò è l'aspansione termica degli oceani, ad una
fusione dei ghiacciai più rapida seguirebbe una accelerazione
nell'aumento del livello marino. «Per i politici, il messaggio inviato
dagli scienziati è più chiaro che mai: il cambiamento climatico è reale
e sta cambiando il mondo. Ora fate qualcosa voi», concludono gli
editori di New Scientist, una nota rivista scientifica internazionale.
La calda Groenlandia Ma di cosa trattano le nuove ricerche pubblicate
su Science? Una di queste fa un salto di 130 mila anni nel passato.
Risale ad allora infatti l'ultimo periodo con temperature marcatamente
più alte di oggi. La calotta glaciale artica era ridotta, le foreste
temperate coprivano ampie regioni in Russia ed in Nord America oggi
prive di boschi, ed il mare era di quasi sei metri più alto. «In pochi
millenni la maggior parte dei ghiacciai canadesi ed islandesi si
dissolsero - dicono gli autori della ricerca, un gruppo appartenente a
diverse università americane - la calotta groenlandese si ridusse ad un
ripido ghiacciaio al centro della Groenlandia». I ricercatori hanno
simulato il clima e l'estensione dei ghiacciai di 130 mila anni fa.
Così hanno dimostrato che le latitudini nordiche erano assai più calde
di oggi e che il parziale scioglimento della calotta artica contribuì,
forse in pochi millenni, ad almeno due metri di aumento del livello
marino. Gli stessi autori hanno poi confrontato le previsioni sul
riscaldamento dei prossimi 100 anni con la simulazione del passato.
Secondo loro tra meno di un secolo la temperatura terrestre sarà la
stessa di 130mila anni fa. E la calotta Groenlandese fonderebbe a
sufficienza per alzare il livello del mare di parecchi metri. E'
difficile invece valutare quanto rapidamente potrebbe fondersi il
ghiaccio antartico. Ma informazioni su questo fronte arrivano da
un'altra ricerca, sempre su Science. Isabella Velicogna e John Whar,
della Università del Colorado, hanno studiato i dati dai satelliti
della Nasa ed hanno osservato che l'Antartide si sta rimpicciolendo.
Fino ad ora il comportamento della calotta antartica era poco chiaro.
«Il nostro è il primo lavoro che indica che la massa totale
dell'Antartide è in declino», afferma Velicogna. E si parla di grosse
cifre. Infatti l'Antartide perde 150 chilometri cubi di ghiaccio
all'anno, una quantità pari a tre volte il lago di Garda in nord
Italia. Infine, un altra ricerca affronta i terremoti glaciali.
Ricercatori della Harvard University hanno registrato le onde sismiche
prodotte dai ghiacciai che dalla calotta groenlandese scivolano verso
l'oceano. L'acqua che fonde sulla superficie raggiunge attraverso un
reticolo di fratture la base dei ghiacciai e ne favorisce lo
scivolamento. Ora si è visto che c'è sempre più acqua a causa del
riscaldamento globale e questo accentua lo scivolamento in quella che
ormai viene definita «una corsa» verso l'oceano. Alcune scivolate
improvvise dei ghiacciai polari fanno tremare i sismografi di mezzo
mondo. I ricercatori hanno osservato che i terremoti sono aumentati
negli ultimi tredici anni, ed il loro aumento segue quello della
temperatura atmosferica. Insomma, contrariamente a quanto si pensava i
ghiacciai polari reagiscono rapidamente al cambiamento globale. Una
provetta chiamata terra Di fronte ad una sistema politico globale
apparentemente sopito, la comunità scientifica punta ancora il dito
contro i gas-serra. La Co2 in particolare, prodotta principalmente dai
combustibili fossili, sarà presto triplicata rispetto a prima della
rivoluzione industriale. «Penso che oramai siano chiari i segni
dell'influenza dell'uomo sul clima - afferma Frezzotta - senza nessun
cambiemento nell'uso dei combustibili fossili, i nostri figli e
probabilmente anche noi potremmo vedere questo fantastico esperimento
incontrollato nella provetta chiamata terra». Un esperimento planetario
che non si può ripetere due volte e da cui tornare indietro potrebbe
essere difficile, avvertono i ricercatori. Certo, tutti i calcoli sul
futuro celano incertezze, e di questo gli scienziati sono coscienti.
Comunque ora è chiaro che «le calotte polari hanno contribuito alla
salita del livello marino di vari metri anche in seguito a modesti
cambiamenti climatici», scrivono i ricercatori. Che non sia allora
arrivato il momento di invertire la tendenza?